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L'arte ...fuori dagli schemi

il mangiafagioliA dispetto della splendida epopea rinascimentale, in cui siamo al momento più elevato dell’arte culinaria e della cucina stessa, proponiamo oggi una ricetta che trae origine non dalle sfarzose corti, ma dal popolo, dalle classi sociali minori.

Il quadro che ci viene in aiuto è il “Mangiafagioli” di Annibale Carracci, opera del 1583, oggi esposta nella suggestiva Galleria Colonna a Roma.
Spaccato della vita contadina, l’intera scena immortala la pausa pranzo di un bracciante, nell’esatto istante in cui l’uomo è colto nell’atto di portare verso la bocca aperta una cucchiaiata di fagioli.

L’opera ci informa sulle abitudini gastronomiche di quei tempi: vediamo un tavolo con varie pietanze semplici ma gustose, come i fagioli, che già all’epoca rappresentano uno degli alimenti principali delle nostre tavole; a seguire, osserviamo il più classico pane e cipolla, una frittata con verdure e l'immancabile caraffa di vino rosso.

I fagioli, comparsi in Europa a partire dal XVI secolo (per la precisione dal 1532), rendono più veritiera la rappresentazione del pasto contadino, perché fin dal Medioevo sono gli alimenti base dei ceti più poveri. Questo con grande vantaggio per la loro salute, perché agricoltori e popolani che non possono permettersi un consumo regolare di carne, trovano in essi i nutrienti necessari per rafforzare l’organismo. E di conseguenza far fronte alle malattie che imperversano nel continente.

Nella nostra bella penisola, il fagiolo si diffonde dietro interessamento del clero. Difatti, nel XVI secolo l’imperatore Carlo V dona alcuni semi di tale legume al Papa Clemente VII, il quale li consegna a Pietro Valeriano, sacerdote bellunese, perché li facesse fruttificare anche al Nord. Valeriano né intuisce subito le potenzialità e grazie a lui la pianta si diffonde molto velocemente.

La ricetta ispirata dal nostro quadro è la classica “Minestra di fagioli”, uno piatto tipico della regione Toscana.

Ingredienti:
Pane a fette (meglio se del giorno prima, un po' arrostito e strofinato con aglio)
Fagioli borlotti
(4 pugni)
Fagioli cannellini
(4 pugni)
Brodo
Aglio
Cipolla
Sedano
Aromi vegetali o dado
Olio


Ricetta:
Mettete i fagioli nell'acqua e teneteli a mollo per una notte.  Alla mattina togliete i fagioli dall'acqua, scolateli, lavateli e metteteli in una pentola con due spicchi d'aglio, una costa di sedano e aromi vegetali in polvere o un dado da brodo (questi ingredienti rendono i fagioli più saporiti!!!).
Cuoceteli sul fuoco un'ora, un'ora e mezzo.
A parte, in un’altra pentola, mettete a rosolare qualche cucchiaio di olio buono (extra vergine) un trito di cipolla, qualche spicchio di aglio profumato e pepe in dose generosa. Quando la cipolla soffritta avrà preso il suo colore marrone ambrato, versate cinque o sei cucchiai di buon passato di pomodoro e lasciate amalgamare il tutto per circa 10 minuti.
Quando i fagioli sono cotti, insieme al liquido di cottura, metteteli nella padella del soffritto per farli rosolare ancora un po' ed infine versateli nelle scodelle su cui avrete appoggiato precedentemente le fette di pane.
Servite la minestra ben calda e aggiungete nei piatti un filo di olio buono ed una macinata di pepe profumato.

Non serve l’augurio di buon appetito!!!

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