Extramoenia
L'arte ...fuori dagli schemi
Un portone rosso che si apre su diecimila metri quadri di esposizione. Tutti virtuali, in 3d e interattivi, da visitare via Internet. Oggetto: la storia dell'haute couture.
La moda del Novecento ha conquistato la rete. Dopo l’apertura del Portale degli Archivi della Moda, promosso dal MiBAC, il Made in Italy si fa sempre più “virtuale”: è stato inaugurato con una conferenza stampa al MoMA di New York - e con diretta su Youtube - il primo Museo in 3D, firmato Valentino Garavani.
Oggi il binomio cultura-tecnologia permette di immaginare nuovi orizzonti per far sì che ogni opera d’arte diventi sempre più un mezzo di conoscenza, un oggetto da guardare, un oggetto da toccare con mano e far ‘vivere’ a proprio piacimento.
Multimedialità, interattività, virtualità sono le principali componenti d'innovazione, che hanno favorito il cambiamento delle opere d’arte, dei musei e da ora anche della moda.
Lo stilista Valentino ha compreso la portata del virtuale e delle nuove tecnologie applicate all’arte, come d’altronde sono i suoi capi e ha creato Valentino Garavani Virtual Museum.
All’indirizzo http://www.valentino-garavani-archives.org il pubblico giunge davanti ad un portone rosso dietro al quale si schiude il mondo di Valentino.
Corridoi inseguono stanze, porte si aprono su saloni. Diecimila metri quadri di superficie, su cui si cammina on line.
Attraverso il supporto della tecnologia 3D Real Time, si ripercorre la memoria della maison e la storia dell'haute couture: 300 abiti, bozzetti, illustrazioni, editoriali e pubblicità, 95 video di sfilate, una libreria con 5 mila immagini.
"Tutto è cominciato con una domanda: come mantenere il nostro incredibile archivio? Come renderlo accessibile a tutti?", spiega Giancarlo Giammetti, compagno di una vita e di lavoro dello stilista. "Il virtuale è la soluzione", per Valentino Garavani: "Un luogo dove ogni abito racconta la sua storia. E interagisce con tutti, a portata di click".
«Nel museo non c'è solo quello che Valentino ha creato nella sua lunga carriera - racconta Giammetti - C'è anche quello che è accaduto intorno a lui, c'è l'abito ma anche il contesto in cui è nato, ci sono lo stile e l'epoca in cui quello stile ha potuto crescere ed affermarsi. Così sarà più facile scoprire il legame che unisce la moda con il proprio tempo».
Si possono visualizzare oltre 5.000 foto e video di collezioni passate, ammirare le tante muse che hanno ispirato il maestro, e ancora bozzetti, pubblicità, red carpet e sfilate che hanno fatto la storia della moda mondiale.
Gli abiti presenti nella collezione digitale possono essere visualizzati in dettaglio, ruotati per ottenere una vista a tutto tondo ed in alcuni casi sono arricchiti da una serie di informazioni aggiuntive le quali permettono di ricreare un’esperienza piuttosto reale.
Per “entrare” in questo mondo, bisogna iscriversi, tramite un indirizzo e-mail valido e scaricare l’applicazione, collegata a un archivio online. In pochi secondi è possibile sbarcare nelle stanze del museo.
Il museo avrebbe dovuto trovare casa a Roma, città di Valentino, che invece ha scelto il web per rinascere a vita nuova, diventando sì una tappa immancabile del lusso internazionale, ma democraticamente e comodamente visitabile...in pantofole!
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