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L'arte ...fuori dagli schemi
Il bello, il brutto e il cattivo
Louvre: 10 - Bagatti Valsecchi e I musei di Milano: difficile valutare

Clint Eastwood, IL BELLO: “Il Louvre”
Più di 8,5 milioni di visitatori all’anno, 15 milioni di click in 12 mesi e 172.66 fan su Facebook. Questi i numeri del museo più visitato del mondo: il Louvre di Parigi. Il suo sito internet, disponibile su iPhone e iPad da novembre 2009, ha rifatto il look nel 2005. Da allora si presenta elegante nella grafica, ricco di contenuti (testi, immagini, sale virtuali e video) e facile da usare.
È continuamente aggiornato, ha un ottimo motore di ricerca interno, con le immagini delle opere visualizzabili a pieno schermo e corredate di mappa per individuarne la posizione. Grazie a una lente d’ingrandimento virtuale si può zoomare per ammirare da vicino i dettagli dei 1.500 capolavori di fama internazionale (come la Gioconda) custoditi nel museo, delle 35.000 opere esposte e degli altri 140.000 gioielli d’arte del Louvre. A dare il benvenuto all’internauta c’è Dominique Vivant, il primo direttore del museo (1804-1815). Fa gli onori di casa e accompagna il visitatore in un percorso interattivo e divertente fra i tesori del museo. Ci sono, infatti, moduli interattivi, rubriche culturali, un vasto glossario e spazi multimediali per bambini, insegnanti e professionisti tanto che Myriam Prot, responsabile del progetto, lo ha definito come “un sito di 'mediazione culturale' perchè aiuta alla visita e svolge un vero ruolo di intermediario tra le opere e il pubblico”. Particolarmente interessante è la sezione “Dècouvrir” che offre all’utente la possibilità di dare un occhio da vicino ai quadri, di ascoltare la spiegazione audio e di conoscere l’opera attraverso diversi percorsi di analisi. Un esempio, per tutti, lo potete vedere in inglese al link seguente per la Madonna del coniglio di Tiziano (http://www.louvre.fr).
Al contrario non seguono assolutamente una logica interattiva il sito web del bel Museo Bagatti Valsecchi di Milano e quello de I musei di Milano.
Eli Wallach, IL BRUTTO: “Il Museo Bagatti Valsecchi”
Il ruolo di brutto tocca al sito web del Bagatti Valsecchi. È statico, istituzionale e solo in italiano. Non ci sono video e non c’è la possibilità di ingrandire le fotografie (cosa che, in Italia non riguarda solo questo sito!). Il massimo dell’interattività offerta consiste nel cliccare sulla pianta del museo e in corrispondenza di ogni sala vedere aprirsi una piccola foto raffigurante l’oggetto simbolo di quella sala. La sezione “Negozio” non offre, come è ragionevole aspettarsi, la possibilità di pagamento on-line. Cliccando su “per acquistare” si apre una lunga scheda informativa in cui l’internauta è invitato a mandare la sua richiesta via fax o per lettera. L’acquisto, poi, lo potrà effettuare solo in loco. L’utilizzo della mail è suggerito qualora si volessero ricevere informazioni aggiuntive! Il museo Bagatti Valsecchi, elegante e originale nell’allestimento, dotato di audioguide in diverse lingue e sorvegliato da custodi gentili e ben preparati disponibili ad accompagnare il visitatore nelle diverse sale raccontando storie e aneddoti, meriterebbe una nuova vetrina sul web. Un sito web così organizzato, purtroppo, non è in grado di comunicare la bellezza di questa casa-museo, ma anzi disincentiva alla visita reale.
Lee Van Cleef, IL CATTIVO: “I musei di Milano”
Il ruolo di cattivo, invece, se l’è aggiudicato il sito web de I musei di Milano. Il nome suggerirebbe che all’interno delle sue pagine web si parli, non dico solo, ma principalmente delle strutture museali della città meneghina. E così mi aspettavo di trovare tante informazioni sui musei di Milano. Mi aspettavo un sito web dove fossero state raccolte, oltre all’indirizzo e al numero di telefono del museo, tante informazioni sui diversi servizi presenti: accessibilità per disabili, bookshop, video, mappe interattive... Ma da tutto questo siamo lontanissimi. Basti pensare che non sono stati neanche indicati i siti web ufficiali dei musei, che non ci sono immagini, descrizioni delle raccolte, presentazioni delle attività, elenchi delle mostre in corso e che, tanto meno, esiste la possibilità di prenotare on-line. In realtà il sito, oltre a essere incompleto per i contenuti, è costruito anche in maniera molto ingannevole. Non esiste un unico elenco dei musei o un link intitolato Musei (mentre ne esiste uno intitolato Monumenti!). Le strutture sono inserite in ordine alfabetico nelle sette aree della città della sezione “Zone di Milano”. La ricerca, così, diventa difficoltosa anche perché per trovare il nominativo di un museo si presuppone che l’internauta debba conoscere la zona in cui ha la sua sede. Ma per venire incontro al visitatore i realizzatori del sito web hanno pensato bene di inserire anche un motore di ricerca interno. Peccato che, inserendo nel campo cerca il nome del museo dove si vorrebbe andare (l’ho provato a fare con tutti i musei) la scritta che appare è sempre la stessa: “La ricerca non ha trovato alcun documento”. Insomma, un vero disastro!
Se le nuove tecnologie e internet vogliono candidarsi a diventare strumenti efficaci per la promozione dei beni culturali e del patrimonio museale devono aiutare il cyber-visitatore a programmare la sua visita reale offrendogli in maniera corretta, accattivante e semplice il maggior numero di informazioni. La comunicazione on-line, se non risponde almeno a questi tre criteri, può addirittura trasformarsi in un boomerang.
CARTA D’IDENTITÀ: Musèe Louvre, Parigi
- SITO WEB UFFICIALE: www.louvre.fr
- N. LINGUE: 4 (italiano, inglese, cinese, giapponese)
- FAN SU FACEBOOK: 172.66
CARTA D’IDENTITÀ: Bagatti Valsecchi, Milano
- SITO WEB UFFICIALE: http://www.museobagattivalsecchi.org/museo.htm
- N. LINGUE: 1 (italiano)
- FAN SU FACEBOOK: 467
CARTA D’IDENTITÀ: I musei di Milano, Milano
- SITO WEB UFFICIALE: http://www.museimilano.org/
- N. LINGUE: 1 (italiano)
- FAN SU FACEBOOK: non hanno una pagina Facebook
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Commenti
Io ci sono stato ad Ottobre con la mia ragazza ed è stata un'esperienza davvero stupenda!
Siamo riusciti, con un limitato budget, a visitare tutto quello che desideravamo vedere prima della partenza.
In ordine siamo entrati gratuitamente al Louvre, al Centre Pompidou, al Pantheon, alla Conciergerie e a Versailles con tanto di audioguida in italiano e senza code perchè sono previste delle corsie riservate.
La cosa sconvolgente è come una città con un flusso così alto di turisti, riesca a promuovere la cultura per i giovani provenienti da tutta Europa!
Auguro a tutti un buon viaggio! :-)