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Extramoenia

L'arte ...fuori dagli schemi

Nasce Extramoenia, un po' blog e un po' magazine. Insomma, un nuovo blogzine!

La nostra community, che affida al web le sue idee e i suoi progetti, pensa che l’arte, intesa in tutte le sue forme e manifestazioni, può “rompere gli schemi”, soprattutto ricorrendo alle nuove tecnologie. Chi vorrà partecipare a questo ecclettico laboratorio, sarà il benvenuto… Apriamo una finestra e andiamo per l’arte oltre l’arte!

All ARounT

Un Museo in metropolitana

interno della stazione Vanvitelli

Gente che corre per raggiungere la meta, pensieri affollati di lavoratori che ogni mattina si accalcano nelle metropolitane delle grandi città, ignari di ciò che li circonda, immersi solo nelle proprie preoccupazioni quotidiane.

Ma se si viaggia sulla linea 1 della metropolitana di Napoli è impossibile restare indifferenti alle nuove architetture e ai tanti capolavori di arte contemporanea che hanno trasformato le “Stazioni dell’Arte” in veri e propri musei decentrati. Ed è difficile, quindi, non distogliere lo sguardo dal proprio io, non guardarsi intorno anche solo per un attimo.

Ogni stazione della metropolitana è diventata un vero e proprio percorso museale con uno spazio espositivo aperto. L’arte è così alla portata di tutti, non si paga alcun biglietto e ognuno è libero di fermarsi a godere di questi capolavori che rendono unico ogni percorso. Ma ciò che rende straordinario questo itinerario artistico è che le opere esposte sono sempre “aperte” al pubblico, perché opera d’arte diventa la stazione stessa.

Clint Eastwood, IL BELLO: “Il Louvre”

Più di 8,5 milioni di visitatori all’anno, 15 milioni di click in 12 mesi e 172.66 fan su Facebook. Questi i numeri del museo più visitato del mondo: il Louvre di Parigi. Il suo sito internet, disponibile su iPhone e iPad da novembre 2009, ha rifatto il look nel 2005. Da allora si presenta elegante nella grafica, ricco di contenuti (testi, immagini, sale virtuali e video) e facile da usare.

mammelle italiane al soleAnche questa volta uniamo l’arte alla gastronomia, forse in modo fantasioso e sconcertante, ma proponendo una ricetta che in tutti i sensi (ed i sapori) salta all’occhio!!!

Correndo lungo la linea del tempo, da una cucina di ispirazione rinascimentale, vi proponiamo ora il Menù Futurista che, con la sua idea di stravolgere tutto ciò che riguarda la società convenzionale, ha voluto lasciare la propria impronta anche nel mondo gastronomico.

Il Manifesto della Cucina Futurista propone piatti interamente ispirati a questa corrente artistica e serve in tavola pietanze dai nomi e dalle forme più strane. Ogni alimento è presentato come una vera e propria opera d’arte, un’opera d’arte provocatoria, che gioca sui colori, sulle arti della musica e della poesia, sulla sperimentazione di nuovi sapori e sullo stravolgimento delle abitudini alimentari.

Il chiostro maiolicato di Santa Chiara, il Cristo velato della Cappella San Severo, il Castel dell’Ovo e ci fermiamo qui. E vi domandiamo se queste meraviglie coperte di monnezza sono patrimonio solo dei napoletani? Per non parlare del sito di Pompei i cui resti, secondo alcuni cittadini veneti,  potrebbero servire “a fare da argine ai nostri fiumi”. Sono affermazioni che non si possono più ascoltare.

Siamo senza parole, ma abbiamo deciso di dire ancora qualcosa e di fare un appello: “Salviamo Napoli!”.

Noi ci occupiamo della valorizzazione dei beni culturali attraverso le nuove tecnologie, ma cosa possiamo promuovere se le nostre città d’arte sono trattate come delle discariche (ricordiamo anche Palermo). In questo accorato appello non vogliamo analizzare le cause dell’ennesima emergenza rifiuti, su cui sono state fatte acute inchieste, ma vogliamo rivolgerci prima ai napoletani: alzate la voce, fatevi sentire, protestate con tutta la forza che avete! Reagite con uno scatto di orgoglio, ricordando a tutto il paese che Napoli è un patrimonio di tutti gli italiani.

Ai leghisti e a chi fa facile propaganda, facciamo un altro appello: smettetela con la strumentalizzazione e analizzate la situazione con serietà. Dopo 150 anni dall’unità d’Italia, Napoli si trova in questa situazione per responsabilità di tutta la classe dirigente del nostro paese. Diamo una mano tutti insieme a una città che ha dato tanto e continua a dare alla nazione con la sua arte, la sua creatività e la sua bellezza. Napoli è patrimonio dei napoletani, che in questo momento non la meritano perché non protestano abbastanza (diversamente dai cittadini di Terzigno) e perché ancora una volta hanno scelto male i propri governanti. Napoli è patrimonio dell’Italia intera con i suoi monumenti,  le sue isole e il suo Vesuvio. Infine, Napoli è patrimonio del mondo intero. Salviamola!

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