Extramoenia
L'arte ...fuori dagli schemi
La possiamo definire guerriglia all’uncinetto. Ufficialmente si chiama Yarn Bombing: è la nuova forma d'arte di strada, nata come un'alternativa alla street art.
Il fenomeno, attraverso un mix di fili e colori, rompe gli schemi prestabiliti e sostituisce le bombolette spay con “abiti” multicolori creati appositamente per "vestire" l’arredamento urbano.
Gli obbiettivi diventano qualsiasi oggetto tridimensionale che occupa lo spazio cittadino; la gente comune abbozza in genere un gran sorriso, quando si ritrova davanti tronchi d'albero, panchine e telefoni pubblici, statue e segnaletica stradale, letteralmente ricoperti di maglie multicolori fatte a mano.
Uno degli aspetti più curiosi è che il fenomeno e’ nato nel 2005 in modo assolutamente casuale, quando Magda Sayeg, la proprietaria di una boutique alternativa di vestiti di Houston nel Texas, decide di decorare con due pezzetti di maglia all’uncinetto le maniglie della porta del suo negozio.
La reazione entusiasta della clientela e dei passanti è talmente stupefacente che Magda propone ad un’amica l’idea di taggare in modo simile il palo di un cartello stradale in fondo alla via, un atto seguito subito dopo dal coinvolgimento di altre ragazze, in una crew chiamata “Knitta Please”, e quindi dall’espansione del bombing a tutta la citta’.
“Lo yarn bombing e’ piu’ femminile” spiega Jessie Hemmons, un’artista americana di 24 anni che usa questa tecnica. “E’ come fare i graffiti ma con le maglie della nonna.”
Riprese da blog e siti internet, le immagini di quelle tag, fanno immediatamente il giro del mondo, stimolando una valanga di imitazioni e varianti locali.
Oggi, a Seattle, all’estremo opposto dell’America, c’e’ il collettivo “YarnCore”, mentre a Denver nel Colorado c’e’ la “Ladies Fancywork Society”. E ancora: Stoccolma in Svezia ha la crew “Masquerade”, Londra “Knit the City” e Chicago la “Micro-Fiber Militia”.
Dalla Scandinavia all’India, dai piu’ remoti paesini americani alle mega metropoli dell’Asia, un’infinita’ di ragazze e ragazzi e’ silenziosamente al lavoro per reinventare da quello spunto bizzarro nuovi linguaggi estetici.
Jessie Hemmons pratica lo Yarn Bombing da alcuni anni; tra le operazioni più ironiche da attribuirle va citato il golfino rosa shocking per la statua bronzea del Rocky davanti al Philadelphia Museum of Art. L'artista ha pensato di togliere alla statua quell'aria da macho con un golfino con su scritto "Go see the art" per invogliare i turisti a recarsi al museo di Philadelphia e a non limitarsi a scattare una foto con Rocky. 
Un'altra opera dal carattere provocatorio è la copertura con maglia dai colori sgargianti in versione camouflage per il toro in bronzo di Wall Street. Il covered crochet è stato realizzato da Agata Oleksiak, in arte Olek.
Uno degli aspetti più stupefacenti di molti grandi progetti di yarn bombing e’ il livello di partecipazione entusiasta di massa che sono in grado di scatenare, facendo leva su network di appassionate dell’uncinetto sparse in tutto il mondo (ci sono siti e associazioni con decine se non centinaia di migliaia di iscritti) per creare opere che anche una crew efficientissima non potrebbe mai sperare di completare da sola.
A giugno 2011 è stata istituita la prima Giornata Internazionale Yarn Bombing a Lethbridge, Alberta e nel 2009 è stato pubblicato il libro
“Yarn Bombing: The Art of Crochet and Knit Graffiti” (curato da Mandy Moore e Leanne Prain, casa editrice Arsenal Pulp Press, Vancouver), considerato oggi la giuda più completa al fenomeno.
Il testo, oltre a ripercorrere la storia di questo movimento, presenta interviste a molte artiste, istruzioni dettagliate su punti e pattern di maglia e consigli su come scendere in strada per eseguire una propria campagna di bombing.
Insomma, la storia dello yarn bombing e’ appena cominciata. E le vie della creatività sono infinite.
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