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Street Urban e nobiltà: un'idea per il nostro deserto metropolitano

Castello di Kelbourn, contea di GlasgowIn viaggio verso una terra di innumerevoli castelli e di infinita bellezza, alla scoperta di imponenti fortezze, torri possenti e case fortificate.
Tutto questo è la Scozia, o almeno lo è in parte….viaggiando attraverso un mondo dal fascino antico e medievale, rischiamo di imbatterci anche in monumenti più moderni e bizzarri, che potremmo definire “urban street”.

 


É il 2007, quando nella piccola città di Kelbourn, situata nella costa ovest della penisola scozzese, l’aristocratico Conte di Glasgow, decide di far restaurare la sua antica magione, risalente al 1500.
A restauro finito, molti puristi dell’arte rimangono scioccati, perché al posto dello splendore delle antiche mura, agli occhi del mondo si presenta un castello in stile street art. Il proprietario, di ben ampie vedute, decide di consentire a un gruppo di artisti brasiliani di ‘sfogare’ con la bomboletta la propria vena artistica sulle pareti esterne del castello, rendendolo, con i loro graffiti, moderno e attuale (per intenderci, molto più  somigliante alle decorazioni sotterranee di una metropolitana, piuttosto che ad un’antica residenza nobiliare).

 


L’iniziativa ha inizio quando il Consiglio della Contea di Ayrshire concede ai proprietari il permesso di far decorare con graffiti psichedelici la residenza, iscritta nel patrimonio storico scozzese, a patto però che si trattasse di un’opera temporanea. Dopo tre anni, infatti, il castello avrebbe dovuto essere ripulito e tornare all’antico e originale splendore. Ma proprio allo scadere della data fissata per la rimozione dei graffiti i quotidiani britannici hanno dato la sorprendente notizia: il Conte ha deciso di scrivere all’Ente che tutela gli edifici storici scozzesi per chiedere che i graffiti non vengano rimossi.


Come molte residenze antiche private infatti, la maggior parte dei fondi per la manutenzione arrivano dalle visite a pagamento dei turisti e, a detta del proprietario, da quando il castello è stato decorato, la vendita dei biglietti di ingresso ha avuto una significativa impennata ed è addirittura stato inserito nella top ten degli esempi di street art più interessanti del mondo.


Un’iniziativa assolutamente lodevole, che il nostro Paese e i nostri beneamati Sindaci potrebbero “copiare” per poter recuperare edifici e quartieri ormai abbandonati e decadenti, riqualificandoli come opere d’arte permanenti.


Perché al grido di “Muri Puliti, Popoli Muti” non rianimare il nostro deserto metropolitano attraverso la bonifica estetica dei graffiti? Dobbiamo imparare a guardare la street art non solo come simbolo di deturpamento, ma come simbolo artistico e germoglio di creatività e vitalità.


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